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LA SINDROME DELLA
MADRE MALEVOLA
(Ira
Daniel Turkat, Ph.D.)
Si
ringrazia la traduttrice: dott.ssa
Rosa Polizzi,
Articolo
originale in inglese
Con il crescere del numero dei divorzi che coinvolgono i
bambini, emerso uno schema di comportamento anomalo che ha
suscitato scarsa attenzione. Il presente studio descrive la Sindrome
della madre malevola nei casi di divorzio. Vengono dati degli
specifici criteri nosologici con numerosi esempi clinici. Data la
mancanza di dati scientifici disponibili sul disturbo, necessario
approfondire i problemi della classificazione, delleziologia, della
cura e della prevenzione.
Introduzione
Un divorziato ottiene laffido dei figli e lex-moglie
gli brucia la casa. Una donna che era in guerra col marito per
laffido, compra ai figli un gatto pur essendo a conoscenza che il
marito allergico a questi animali. Una madre obbliga i figli a
dormire in macchina per dimostrare che il loro padre li ha
portati alla bancarotta. Queste azioni illustrano uno schema di
comportamento anomalo che si manifestato sempre pi frequentemente
con laumento del numero dei divorzi di genitori con figli.
Oggi met dei matrimoni finiscono col divorzio (Beal e
Hochman, 1991). Anche il numero dei bambini coinvolti nel divorzio
fortemente aumentato (vedi per es. Hetherinton e Arastah, 1988). La
maggior parte di questi casi viene risolta dal punto di vista
legale, ma la battaglia continua fuori dal tribunale.
I media si sono notevolmente impegnati al fine di
aumentare la consapevolezza del pubblico sul problema dei padri
divorziati che non provvedono al pagamento dellassegno di
mantenimento fissato dal tribunale. Hodges (1991) ha osservato che a
tre anni dal divorzio solo il 20% dei padri divorziati provvede al
pagamento dellassegno di mantenimento. Lindagine sul conseguente
peggioramento delle condizioni economiche delle donne (vedi per es.
Hernandez,1988; Laosa, 1988) ha contribuito allapprovazione recente
di leggi per affrontare il problema dei padri inadempienti .
Mentre i media giustamente descrivono le difficolt
causate alle donne e ai bambini dal fenomeno dei padri inadempienti,
non si parla ancora della guerra ingaggiata da un gruppo distinto di
madri contro padri che pagano regolarmente lassegno e rispettano la
legge. Tutti i giorni avvocati e terapisti ascoltano narrazioni simili
a racconti dellorrore in cui vengono attribuiti a padri innocenti
comportamenti perversi. Purtroppo non vi sono dati scientifici
sullargomento. Anche la letteratura clinica ha ignorato il
problema.
Si pu trovare uneccezione famosa negli scritti di
Gardner(1987,1989) che ha descritto in modo eccellente la Sindrome
da alienazione parentale che
si manifesta con una serie di manovre attuate con successo dal
genitore affidatario per alienare il figlio dal genitore non
residente. Dopo essere stato sottoposto ad un efficace
condizionamento, il bambino dominato dallidea di denigrare e
disapprovare uno dei genitori in modo ingiustificato e/o esagerato (Gardner,
1989 pag.226). Nei casi tipici di Sindrome da alienazione parentale
la madre e il figlio mettono in atto una serie di azioni anomale
contro il padre. Gardner considera il concetto di lavaggio del
cervello troppo limitato (Gardner,1989) per comprendere la
manipolazione psicologica che il bambino subisce quando lo si spinge
allostilit nei confronti del padre non residente.
Mentre le pionieristiche descrizioni di Gardner della PAS
danno un importante contributo alla nostra comprensione delle ostilit
presenti nei casi di divorzio che coinvolgono i figli, il presente
studio riguarda unanomalia pi globale. Come gi sottolineato
negli esempi dati allinizio di questo lavoro, nel corso delle cause
di divorzio si verificano nei confronti dei mariti attacchi gravi che
vanno al di l della semplice manipolazione dei figli. Inoltre queste
azioni rivelano lintenzionalit da parte di alcune madri di
violare la legge della comunit. Infine, vi sono alcune madri che
hanno costantemente comportamenti malevoli allo scopo di alienare i
figli dal padre anche se non riescono a raggiungere il loro scopo.
Insomma questi casi non corrispondono ai modelli della PAS, tuttavia
indicano unanomalia grave.
Lo scopo del presente studio di definire e illustrare
questa anomalia pi generale con la speranza di provocare una sempre
pi approfondita analisi scientifica e clinica del problema.
Definizione
Questa sezione fornisce una definizione iniziale della Sindrome
della madre malevola nei casi di divorzio che stata tratta da
casi clinici e giudiziari. Come per tutte le proposte iniziali, si
auspica che le ricerche future portino ad un maggiore affinamento dei
criteri tassonomici. La definizione proposta abbraccia quattro
principali modelli di comportamento, come segue:
- Una
madre che senza giustificazione punisce il marito da cui sta
divorziando o ha divorziato:
a. tentando di alienare i figli dal
padre
b. coinvolgendo altri in azioni
malevole contro il padre
c. intraprendendo un contenzioso
eccessivo
- La
madre tenta semplicemente di impedire:
a. le visite regolari dei figli al
padre
b. le libere conversazioni telefoniche
tra i figli e il padre
c. la partecipazione del padre alla
vita scolastica e alle
attivit
extracurricolari dei figli
- Lo
schema pervasivo e comprende azioni malevole come:
a. mentire ai figli
b. mentire ad altri
c. violazioni della legge
- Il
disturbo non specificamente dovuto ad un altro disturbo
mentale, pur potendo coesistere con un altro disturbo mentale
distinto.Illustrazioni cliniche
In questa sezione dar esempi clinici di ciascun punto
usando i numeri di riferimento usati sopra.
Poich i modelli di comportamento dall1 al 3 sono
specifici della Sindrome della madre malevola nei casi di divorzio,
dar una serie di
esempi clinici. Il quarto punto che riguarda il rapporto della
sindrome in esame con altri disturbi mentali sar discusso in modo pi
generale.
Modello 1a:
Lalienazione dei figli
La gamma di azioni intraprese da parte delle madri per
tentare di alienare i figli dal padre impressionante. Per esempio:
Una madre ha mentito ai figli dicendo che non poteva pi
comprare il cibo perch il padre aveva speso tutto il loro denaro con
le donne nei topless bar.
La moglie di un medico ha obbligato il figlio di 10 anni a
richiedere i pasti gratis a scuola
per fargli credere che il padre li aveva fatti diventare
poveri.
Ad una donna che per anni era stata vicina ai bambini nel
corso della battaglia legale per la custodia la madre ha chiesto di
abbandonare latteggiamento di neutralit e di schierarsi dalla sua
parte per ballare
sulla tomba del marito. Quando lamica ha rifiutato, la madre ha
detto ai figli, mentendo, che la donna aveva una relazione col loro
padre.
Comportamenti simili, se coronati da successo, possono
portare i figli non solo ad odiare il padre, ma forse a non vederlo
per anni. Come ha osservato Cartwright: Lo scopo del genitore
alienante cristallino: privare il genitore perduto non solo del
tempo da trascorrere col figlio, ma anche della sua infanzia.
Modello 1b: Coinvolgere
altri in azioni dolose
La
seconda componente del primo
modello di comportamento con cui la madre tenta di punire il marito,
implica la manipolazione di altre persone da coinvolgere in azioni
dolose contro il padre. Esempi di questo tipo sono qui di seguito:
Durante
la battaglia legale per la custodia, una madre ha mentito al terapista
riguardo al comportamento del padre. Il terapista , che non aveva mai
parlato col padre, ha testimoniato davanti al giudice in qualit di
esperto esprimendo il parere che la custodia dovesse essere affidata
al genitore residente e che il padre doveva sottoporsi a terapia.
Una madre in preda alla rabbia ha spinto i figli
adolescenti a lasciare lettere anonime di minaccia nella casa
dellex-marito.
Una madre che aveva perduto la custodia legale dei figli
ha indotto la segretaria della scuola del figlio ad aiutarla a rapire
il bambino.
Nei casi suddetti importante rilevare che la persona
manipolata dalla madre stata in qualche modo coinvolta nella rabbia
della madre e alienata dal marito di questa in procinto di
divorziare. La persona raggirata assume un tipico atteggiamento
di virtuosa indignazione che contribuisce a creare unatmosfera
gratificante per la madre che si appresta ad intraprendere azioni
dolose.
Modello
1c: Eccesso di azioni legali
E indubbio che entrambe
le parti in causa nelle
procedure per il divorzio o per laffido hanno il diritto di
presentare istanze o avviare azioni legali. Tuttavia alcune donne che
soffrono della Sindrome della madre malevola nei casi di divorzio
tentano di punire il marito con un eccesso di azioni legali.
Una madre bellicosa e irragionevole attaccava
verbalmente il
marito dovunque lo incontrasse. Col
tempo la reazione di lui stata quella di ignorarla. Allora
lei ha portato il suo
ex-marito davanti al giudice per obbligarlo a parlarle.
Una madre ha detto al giudice che sua figlia non era
figlia del marito.
Una donna si rifiutata di rinunciare alle
continue azioni legali contro lex-marito, malgrado numerosi
avvocati avessero abbandonato il caso volontariamente o fossero
stati licenziati. In tre anni si
erano succeduti sette diversi avvocati.
Esistono dati che
possono aiutare a determinare la gamma delle azioni legali. Per
esempio Koel e altri (1988) riferiscono la frequenza di processi in un
campione di 700 famiglie. I loro dati indicano che solo il 12,7% delle
famiglie presentano una sola istanza in tribunale dopo il divorzio,
mentre meno del 5% presentano 2 o pi istanze; meno dell1%
presentano 4 o pi istanze.
Modello 2a: Proibizione di visite regolari
Gli esperti sono abbastanza concordi nel ritenere
che le visite regolari e ininterrotte al genitore non residente siano
auspicabili e benefiche
per i figli, tranne in circostanze estreme (Hodges,1991). In effetti,
alcuni stati come la Florida hanno leggi scritte che riflettono questa
opinione (Keane ,1990).
Purtroppo, anche quando il padre e i figli hanno diritto legale alle
visite, madri affette dalla Sindrome della madre malevola nei casi
di divorzio continuano a frapporre ostacoli allesercizio di
questo diritto.
Una madre, che aveva in precedenza aggredito fisicamente
il marito quando questi andava a prendere i figli, gli ha impedito di
prenderli con se anche quando si presentato con la polizia.
Una madre, per impedire al padre di vedere i figli, non si
faceva mai trovare in casa quando il marito divorziato andava a
trovarli.
Una madre ha spinto il suo boyfriend, un tipo
dallaspetto feroce, ad aggredire il marito che era venuto a
prendere i figli.
Il presidente dellAssociazione per i diritti del
fanciullo (Washinghton,D.C.) osserva che questa alienazione
considerata una forma di violenza sul bambino (Levy,1992). Purtroppo
la polizia in genere evita di essere coinvolta in queste situazioni.
Inoltre, a meno che il padre vittimizzato non sia finanziariamente in
grado di ritornare in tribunale sulla base dei fatti, si pu fare
poco per impedire questi comportamenti da parte della madre. Infine,
persino quando tali fatti vengono portati in tribunale, questultimo
spesso inadeguato ad appoggiare il diritto di visita da parte del
padre (Commissione sul pregiudizio legato al sesso nel sistema
giuridico, 1992).
Modello 2b:Libere conversazioni telefoniche con il padre
Nei casi di assenza fisica di un genitore il telefono
svolge un ruolo importante nel mantenere il legame tra il figlio
e il genitore non residente. Alcune madri affette dalla Sindrome
della madre malevola nei casi di divorzio compiono una
serie di atti volti ad impedire i rapporti telefonici.
Ad un padre che telefonava per parlare con i figli
stato detto che essi non erano in casa, mentre lui sentiva le loro
voci in sottofondo.
Un altro padre che chiamava per parlare con i figli
stato lasciato in attesa al telefono senza che nessuno venisse
avvertito della telefonata.
Sapendo che il padre era in vacanza, una madre ha spinto i
figli a lasciare numerosi messaggi alla sua segreteria telefonica nei
quali gli si chiedeva di richiamare immediatamente
in caso fosse disponibile per andarli a prendere al di fuori
del tempo stabilito per le visite.
Alcuni padri trovano questi tentativi di alienazione cos
dolorosi che alla fine smettono di telefonare ai figli: semplicemente
mollano. In uno scenario di sconfitta, labbandono del padre
(Hodge1991) sfortunatamente raggiunge proprio il risultato che la
madre affetta dalla Sindrome della madre malevola nei casi di
divorzio si proponeva.
Modello 2c: Impedimento della partecipazione alle
attivit extracurricolari
Una parte integrante del processo di mantenimento del
legame col proprio figlio la partecipazione alle attivit che si
svolgevano prima che i genitori si separassero. Attivit sportive a
scuola, sport di gruppo ed eventi religiosi sono solo alcuni tipi di
attivit importanti. Le madri malevole spesso adottano manovre atte
ad evitare la partecipazione a tali attivit.
Ad un padre sono
state date volutamente la data e lora sbagliate di un evento
importante per il figlio al quale la madre ha chiesto:Chiss perch
tuo padre oggi non voluto venire a trovarti?
Una madre ha rifiutato di dare al padre informazioni sulle
attivit extracurricolari in cui erano impegnati i figli.
Prima di una partita di calcio a cui partecipava il
figlio, una madre ha raccontato delle falsit a discredito del marito
a molti dei genitori degli altri bambini. Quando lui arrivato per
assistere alla partita, molti dei genitori gli lanciavano occhiate
irritate, si rifiutavano di parlare con lui e si allontanavano quando
lui si avvicinava.
Le madri malevole che hanno questi comportamenti raramente
subiscono delle punizioni come conseguenza delle loro azioni. Giudici,
avvocati e polizia non possono occuparsi di tutti i casi in cui al
padre viene impedito il contatto con i figli. Inoltre la maggior parte
dei padri non pu permettersi le spese necessarie. Cos il ciclo di
interferenze nei rapporti tra padri e figli si perpetua.
Modello 3a: Menzogne malevole ai figli
Data la loro condizione evolutiva, i bambini in una
situazione di divorzio conflittuale sono piuttosto vulnerabili. Quando
un genitore decide di danneggiare laltro mentendo ai figli, si
possono verificare casi di comportamento malevolo come i seguenti:
Una madre in fase di divorzio ha detto alla sua
giovanissima figlia che il marito non era il suo padre vero, anche se
lo era.
Una ragazzina di 8 anni stata obbligata dalla madre a
consegnare al padre delle fatture non pagate: la madre lo aveva
accusato falsamente di non provvedere al sostentamento della famiglia.
Una madre ha raccontato ai figli che il padre in passato
laveva ripetutamente battuta, cosa assolutamente falsa.
Questi esempi di bugie malevole possono esser confrontate
con le manovre pi sottili tipiche della PAS, come le asserzioni
virtuali(Cartwright,1993): la madre che causa la Sindrome da
alienazione parentale pu insinuare che vi stata violenza,
mentre la madre affetta dalla Sindrome della madre malevola afferma
falsamente che vi stata effettivamente violenza.
Modello 3b:Menzogne malevole agli altri
E possibile che delle madri affette dalla Sindrome
della madre malevola nei casi di divorzio coinvolgano un numero
considerevole di persone nei loro attacchi contro lex-marito.
Tuttavia, nel caso di questo particolare modello, il soggetto affetto
dalla sindrome mente esplicitamente ad altre persone nel conflitto
contro il marito.Ecco alcuni esempi:
Una madre furente ha chiamato al telefono il presidente
del luogo in cui il marito lavorava (1500 impiegati) sostenendo
falsamente che questi usava beni
dellazienda per guadagno personale e che usava violenza ai figli
sul luogo di lavoro.
Una donna ha mentito a dei funzionari statali sostenendo
che lex-marito abusava sessualmente della figlia.
Nel corso delle procedure per laffido, una madre ha
mentito al tutore che stava svolgendo indagini sulle capacit
genitoriali di ciascun genitore, riferendogli che il padre le aveva
usato violenza.
Snyder (1986) ha scritto delle difficolt che le autorit
legali incontrano quando
si trovano di fronte qualcuno che un ottimo bugiardo. Le ricerche
concordano sullincapacit degli specialisti di scoprire la
menzogna (Ekman e OSullivan,1991)
e sulla capacit di un abile bugiardo di testimoniare in tribunale in
modo persuasivo (Snyder, 1986). Snyder (1986) rileva che la menzogna
patologica (Pseudologia Fantastica), per quanto talvolta si riscontri
in personalit borderline, non limitata a quel particolare
disturbo della personalit.
Modello 3c:Violazioni della legge per danneggiare il marito
La battaglia contro il marito da parte delle donne affette
da Sindrome della madre malevola nei casi di divorzio non ha
praticamente alcun limite. Le violazioni della legge sono comuni in
molti casi, anche se di solito si tratta di infrazioni relativamente
non gravi. Tuttavia in alcuni casi le violazioni sono abbastanza
serie.
Una madre ha intenzionalmente spinto la sua automobile
contro la casa dellex-marito nella quale risiedevano i loro figli.
Nel corso della battaglia per la custodia legale dei
figli, una donna si introdotta nella residenza del marito ed ha
trafugato dei documenti importanti.
Una madre furibonda ha telefonato ad una televisione
cristiano-evangelica ed ha offerto 1.000 dollari a nome del marito
ebreo del quale ha fornito indirizzo e numero telefonico.
Gli esempi suddetti possono richiamare alla mente del
lettore certi disturbi della personalit (per es. antisociale, boderline,
sadica); tuttavia questi comportamenti si possono riscontrare anche in
donne affette da Sindrome della madre malevola che non sembrano
conformarsi ai modelli diagnostici ufficiali del disturbo di tipo Axis
II. Inoltre nessuna delle madri malevole coinvolte nei casi
menzionati ha subito una condanna dal giudice per il suo
comportamento.
Modello 4:Comportamento non dovuto ad altro disturbo
Nel valutare la Sindrome della madre malevola nei casi
di divorzio, importante notare che molti dei suddetti casi
clinici sembrano essersi verificati in soggetti che non avevano
ricevuto una diagnosi o cure precedenti per disturbi mentali. Anzi una
madre che aveva un comportamento estremamente malevolo nei confronti
del marito, in fase di divorzio ha presentato molti testimoni,
specialisti di salute mentale, che hanno asserito che non soffriva di
alcun tipo di disturbo mentale.
Secondo lesperienza dellautore, per ogni disturbo
mentale che possa venire in mente per spiegare una parte di questo
comportamento, vi sempre un caso eccezionale. Per esempio in alcuni
casi pu essere appropriata una diagnosi di disturbo di
adattamento: tuttavia vi il caso di una donna che, ancora 10
anni dopo il divorzio, continuava a negare al diritto di
visita. Altri casi potrebbero suggerire come possibile diagnosi un
disturbo della personalit: ma vi il caso di una donna che ha
ripetutamente violato la legge con continui attacchi contro il marito
e nei confronti della quale specialisti di alto livello non hanno mai
riscontrato disturbi della personalit. In alcuni casi si potrebbe
prendere in considerazione la diagnosi di disturbo esplosivo
intermittente, ma in alcune madri la rabbia non appare
intermittente.
Infine il lettore dovrebbe rendersi conto che, da una
parte non sempre laccuratezza della diagnosi per certi disturbi
psichiatrici quella ci si aspetterebbe (per es. i disturbi della
personalit, vedi Turkat,1990), dallaltra il problema reso pi
grave nel diritto di famiglia quando a volte vengono coinvolti nel
processo degli esperti di salute mentale incompetenti (Turkat, 1993).
Chiaramente il rapporto tra la Sindrome della madre malevola e
altri disturbi mentali complesso e richiede indagini significative.
Discussione
La descrizione precedente della Sindrome della madre
malevola nei casi di divorzio solleva una molteplicit di
problemi clinici, legali e scientifici importanti.
Sotto laspetto clinico le famiglie in cui si manifesta
la sindrome sono soggette a
gravi episodi di stress e angoscia. Tuttavia non vi chiarezza
scientifica su come curare il fenomeno. Questa particolarmente
compromessa dal fatto che molti dei soggetti che sembrano conformarsi
ai modelli diagnostici proposti negano che vi sia in loro qualcosa di
anomalo.
Unulteriore difficolt causata dal fatto che molti
terapisti non sono consapevoli di questo schema di comportamento
malevolo (Heinz e Heinz, 1993). Cos vi sono terapisti che vengono
ingannati nel trattare questi casi
e, come stato osservato prima, testimoniano in tribunale che
non vi niente di anomalo nel comportamento della madre coinvolta.
Sotto laspetto legale ci sono avvocati che possono,
involontariamente, incoraggiare questo
tipo di comportamento (Gardner, 1989).
Daltro canto vi sono anche avvocati
che incoraggiano
intenzionalmente questo
comportamento in quanto ne ricavano un tornaconto che legato alla
durata dellazione legale. In altre parole, pi complesso il
processo, maggiore il profitto per lavvocato. (Grotman e Thomas,
1990). Tuttavia, anche per la sottospecie di avvocati per cui ci pu
valere, vi un momento in cui il profitto diminuisce. Inoltre, a
prescindere da considerazioni economiche, molti di coloro che hanno a
che fare con i tribunali che giudicano le cause che coinvolgono la
famiglia, trovano che questi casi sono affrontati in modo non
corretto. (Greif, 1985; Levy,1992).
Nessuna donna che abbia questo tipo di comportamento perde
il diritto allassegno di
mantenimento, a meno che non sia affetta da turbe cos gravi
da perdere la custodia dei figli; e non
va neppure in prigione. Cos molti clienti denunciano una
notevole frustrazione quando essi e i loro figli sono esposti a questo
tipo di comportamento, e sembra che i tribunali facciano ben poco.
In una rassegna di scritti giuridici sul pregiudizio nei
confronti degli uomini nei procedimenti legali Tillitski (1992)
conclude che vi una diffusa discriminazione. Questa bene
illustrata dallaffermazione di un giudice di processi relativi a
controversie familiari che ha detto: Non ho mai visto i vitelli
seguire i buoi, seguono sempre la mucca; perci io do sempre la
custodia alle mamme. (Commissione dindagine sul pregiudizio
legato al sesso ne sistema giudiziario, 1992, pag.741). Analogamente,
si nota che il rigore che viene applicato per far rispettare
lordinanza relativa allassegno di mantenimento, non viene invece
esercitato nel far valere il diritto di visita da parte del padre.
(Commissione dindagine sul pregiudizio legato al sesso nel sistema
giudiziario, 1992). In conseguenza di questi pregiudizi contro gli
uomini nella procedura del diritto di famiglia alcuni padri diventano
senza volerlo vittime relativamente inermi del sistema (Tilletski,
1992). Questa situazione sembrerebbe rafforzare il comportamento
doloso messo in atto da donne che soffrono della Sindrome della
madre malevola nei casi di divorzio.
Certo occorre affrontare il problema dellincidenza del
disturbo secondo il sesso. La schiacciante maggioranza dei genitori
affidatari sono donne (Commissione dindagine sul pregiudizio legato
al sesso nel sistema giudiziario, 1992). Gardner (1989) ha notato che
la PAS si presenta pi comunemente nelle donne, anche se possibile
che un uomo a cui stata affidata la custodia dei figli abbia lo
stesso tipo di comportamento alienante. Lesperienza dellautore,
relativa alla Sindrome della madre malevola nei casi di divorzio,
simile a quella di Gardner, ma chi scrive non ha ancora trovato un
solo caso di padre che abbia assunto uno dei comportamenti elencati
sopra. Ci non significa che non ci sia la possibilit che la
sindrome del padre malevolo esista. Anzi Shephard(1992)
riferisce che esistono dei casi significativi di violenza nei
confronti di alcune madri affidatarie da parte di padri non residenti.
Daltro canto si deve osservare che non si riscontrano finora casi
di madri inadempienti, nei casi in cui spetta a loro lonere del
mantenimento dei figli. Dato che fino ad oggi non sono stati
documentati casi in cui il padre assume tutti gli atteggiamenti
corrispondenti ai modelli della Sindrome della madre malevola nei
casi di divorzio mi sembra consigliabile attendere riscontri scientifici che possano guidare nella scelta di
etichette di carattere nosologico.
Qual la diffusione della Sindrome della madre
malevola nei casi di divorzio? Non abbiamo una risposta. Gardner
(1989) riferisce che circa il 90% delle controversie per la custodia
implicano aspetti di alienazione parentale. Inoltre Kressel (1985) ha
esaminato dei casi che indicano che addirittura il 40% delle madri a
cui stata affidata la custodia hanno impedito al padre di visitare
i figli allo scopo di punirlo. Arditti (1992) ha riferito dei dati
connessi: il 50% di un campione di 125 padri indicava che la madre
intralciava le loro visite ai figli. Aspetti di alienazione parentale
possono essere comuni, ma estremamente improbabile che una tale
percentuale di madri a cui sono stati affidati i figli rientrerebbe in
tutti i modelli della Sindrome della madre malevola nei casi di
divorzio.
Per quanto riguarda lincidenza, dal nome della sindrome
sembrerebbe che il comportamento malevolo sia accelerato dal processo
di divorzio. Tuttavia questa una questione empirica. Le azioni
malevole possono essere notate durante il processo di divorzio, ma
possibile che il comportamento malevolo fosse preesistente, anche se
nascosto. Questa ipotesi suffragata dalle ricerche sul conflitto
parentale precedente al divorzio (Enos e Handal, 1986). Infatti pu
anche accadere che vi siano casi di disturbi mentali che non vengono
scoperti finch non interviene lo stress del divorzio.
Infine si deve osservare che cominciano ad apparire
ricerche sul funzionamento della famiglia dopo il divorzio. Esistono
dati sul ruolo del conflitto parentale nei confronti del comportamento
dei figli dopo il divorzio (per es. Frost e Parkiz, 1990; Furstenberg
e altri, 1997; Healy, Malley e Stewart, 1990; Kurdek, 1988), ma non
sono ancora apparsi studi sui casi pi estremi di Sindrome da
alienazione parentale e Sindrome della madre malevola nei casi
di divorzio.
La Sindrome della madre malevola nei casi di divorzio
rappresenta un importante fenomeno sociale. Il disturbo coinvolge
bambini, genitori, avvocati, giudici, tutori, operatori psichiatrici e
altri. Finch il fenomeno non viene esplorato pi accuratamente
nella letteratura scientifica e clinica, i problemi causati da persone
affette dalla Sindrome della madre malevola nei casi di divorzio
continuer ad affliggerci. Si spera che questo scritto stimoli la
ricerca cos da rendere possibile lo sviluppo di linee di
orientamento per la gestione clinica e legale del problema.
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