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L'effetto pi tragico del divorzio ( o della
separazione) che il bambino perde un genitore. Qualche volta un
genitore non pu sopportare di rivedere il partner, e scompare
completamente dalla vita del bambino. O succede che il bambino che si
trova tra due fronti e rifiuta di vedere il secondo genitore. Non
raramente il genitore "preferito"
cerca di escludere dalla vita del bambino l'altro genitore
nasce cos nel bambino la sindrome PAS:
il bambino divide i suoi
genitori in uno amato ( buono) ed in uno presunto odiato (
cattivo)
La separazione dei genitori, per il bambino, significa avere un padre
ed una madre che non si amano pi. La maggior parte dei bambini
sviluppa un conflitto di lealt: giusto amare ancora entrambi
? Per potere superare
adeguatamente questo conflitto il bambino ha bisogno di entrambi i
genitori.
a) Ognuno
dei genitori deve trasmettere al bambino l'idea che sia permesso di
amare l'altro genitore e che pu apertamente dimostrare il suo amore
per entrambi.
b) Ognuno dei genitori
deve trasmettere l'idea al bambino che e' giusto che egli si rapporti
diversamente con l'altro genitore
La sindrome PAS nasce quando uno dei genitori si serve consciamente o
inconsciamente del conflitto di lealt
per influenzare il bambino in modo tale che rifiuti l'altro genitore
ed interrompa il rapporto con esso. Per questo motivo si cerca di
instaurare, con il bambino, un rapporto di esclusivit:
Il
bambino ha pi bisogno di me /esso dipende esclusivamente da me.
Viene rimosso il fatto che il
bambino, per salvaguardare la salute psichica, abbia bisogno di
sentirsi legato anche con quel genitore con cui non vive pi.
Per rafforzare il proprio legame con il bambino, l'altro
genitore viene svalutato e rifiutato e cio come persona
estranea:
"Lui/lei
e' irresponsabile, un fallito, un bugiardo, impostore e come genitore:
non si prende cura di te/ non ti capisce/ non si preoccupa di te.
" Al
bambino viene trasmesso il messaggio:
che l'altro sia un genitore irresponsabile e
perci non adeguato.
Quando il bambino racconta le
sue esperienze con l'altro genitore, il genitore
manipolatore giudica queste esperienze
banali, insignificanti o pericolose.
In questo modo il bambino
impara che e' rischioso e non leale avere vissuto un periodo bello con
l'altro genitore.
Lo scopo e' trasmettere al bambino l'immagine dell'altro genitore come
" non persona " con
cui non e' giusto avere rapporti. Al bambino viene chiesto di
condividere la propria convinzione e di provare gli stessi
sentimenti avversi. Il bambino cerca di venire incontro a queste
aspettative, convinto di essere amato e curato dal genitore
( manipolatore) se pensa e "sente"
come lui/lei e
offre lealt al genitore
manipolatore, rinunciando e rimuovendo le proprie esigenze nei
confronti dell'altro genitore.
E' vero che la manipolazione parte da un genitore, ma anche vero
che il bambino assume un ruolo attivo: per esempio, distrugge davanti
agli occhi del genitore manipolatore
lettere o pacchi spediti dal genitore rifiutato. Spesso il bambino
sottolinea la sua lealt verso il
genitore manipolatore a tal punto da
superare le richieste d'esclusione:
"E' troppo per Peter vedere suo
padre/madre pi di una volta al mese"
diventa:
"Non voglio rivedere mio/a padre/madre
mai pi
Il fatto di non manifestare pi
sentimenti verso il genitore rifiutato non vuole dire che non l'abbia
affatto. Il suo amore verso il padre ( o la madre) continua ad
esistere, ma viene negato per non perdere il genitore manipolatore. La
paura, anche nel bambino, un fattore importante per la nascita
della sindrome. E' la paura di perdere questo legame che non " pu
" essere interpretato come amore.
Al bambino manca la libert
di amare anche il genitore rifiutato. In questo modo al bambino
vengono tolte le condizioni necessarie per uno sviluppo sano della
personalit. La
perdita del secondo legame genitoriale comporta delle limitazioni
dello sviluppo della propria identit ed autostima cos come della
capacit sociale di instaurare/mantenere rapporti sociali e delle sue
capacit cognitive.
L'esperienza insegna che quasi tutti i genitori, nella fase di
separazione, esprimono dei dubbi relativi alla persona del Partner ed
in particolare rispetto alla capacit educativa.
Nondimeno esistono " segni
chiave" che indicano la presenza
della sindrome P.A.S.
1. MANCATO SVILUPPO DEL RAPPORTO
GENITORIALE
Normalmente le sensazioni come
rabbia e risentimento verso l'altro genitore diminuiscono nel tempo.
L'immagine del partner precedente diventa di nuovo pi realistica
perch aumenta la capacit di intravedere le proprie responsabilit
per il fallimento del rapporto. Ai genitori
manipolatori manca
questa capacit. Non hanno compiuto
questo passo. Per anni esprimono dei giudizi negativi sull'altro
genitore. Spesso viene definito un vigliacco, impostore e distruttore
della famiglia senza menzionare i problemi esistiti durante la loro
unione od i propri contributi ad essi. La proiezione di colpa
post-matrimoniale viene mantenuta nel tempo. Per esempio, al bambino
viene trasmesso il messaggio che le limitazioni economiche attuali -
di cui soffrono sia il bambino che il genitore educatore - siano
volute dall'altro genitore senza mai menzionare le condizioni
economiche mutate per entrambi i genitori.
2. MALTRATTAMENTO PSICOLOGICO AL
BAMBINO
I genitori manipolatori,
normalmente, non verbalizzano direttamente e apertamente le riserve
che hanno nei confronti dell'altro genitore. Non si rivolgono neanche
a consulenti o terapisti per trovare una via di uscita. Al massimo si
rivolgono al Tribunale allo scopo di diminuire o anche annullare il
numero delle visite dell'altro genitore. Primariamente
comunicano al bambino:
"tuo padre/madre non si
prende cura di te. Fa delle cose che non sono buone per te. Ti do il
cellulare cos mi puoi chiamare in qualsiasi momento ed io vengo a
riprenderti."
O i bambini vengono coinvolti
nella discussione sulla organizzazione delle visite:
" D a tuo padre che il
film che avete visto insieme la settimana scorsa non ti ha fatto
dormire per due notti"
Spesso il bambino viene
utilizzato come complice:
"
Digli che non ci sono"
Succede spesso che per il giorno
previsto per la visita vengano invitati degli amici con cui
trascorrere il tempo o gli vengono offerte altre alternative piacevoli
per fargli rifiutare l'incontro con l'altro genitore. Entrambe le
situazioni rendono pi difficile l'efficacia dell'incontro con
l'altro genitore.
Il genitore
manipolatore strumentalizza il bambino
per ridurre le proprie ansie di perdita, per scaricare sensazioni di
odio e vendetta nei confronti del partner.
Il danno recato allo sviluppo del bambino
non viene percepito, se non, addirittura, tacitamente tollerato.
3. MANCANZA DI VOLONTA' DI COLLABORAZIONE
E RISOLUZIONE DEI PROBLEMI
I Genitori
manipolatori sono convinti che per un
bambino sia vantaggioso crescere senza l'altro genitore. Spesso non
riescono a trovare neanche un motivo a favore degli incontri del
bambino con l'altro genitore odiato. Non e' raro sentire:
" Padri e Madri
sono entrambi importanti per l'educazione del bambino, ma questo/a
no!"
O viceversa, sostengono
che gli incontri sono importanti ma di fatto agiscono per impedirli:
per esempio non creano le condizioni adatte che permettono al bambino
un cambio non traumatico da una casa all'altra.
Vengono rifiutati gli incontri e
discussioni tra entrambi i genitori che permetterebbero una
risoluzione dei problemi o una soluzione per liberare il bambino dal
conflitto di lealt. Nonostante il fatto che i
genitori manipolatori
sostengano che l'altro trascuri il
bambino o addirittura ne abusi, non intraprendono nessuna azione per
garantire la sicurezza del bambino. Vengono rifiutati anche incontri
assistiti da personale professionale perch ritenuti intollerabili
dal bambino.
Risultati di inchieste che
discolpano l'altro genitore vengono ignorate e non comportano un
cambiamento del comportamento. L'unica soluzione accettabile e'
la limitazione o l'interruzione totale degli incontri. Si e'
conoscenza di casi in cui padri e madri hanno rifiutato l'incontro
assistito tra il genitore non affidatario ed il figlio, sostenendo che
questi siano troppo pericoloso e, nonostante il parere dei
professionisti che avevano escluso qualsiasi prova a carico
dell'altro genitore per abusi di vario genere - come sostenuto dal
genitore affidatario - essi hanno continuato a comportarsi come se le
accuse fossero vere.
4. IL RIFIUTO RIGUARDA LA FAMIGLIA
ALLARGATA
Vengono rifiutati anche i
rapporti tra il bambino e gli altri membri della famiglia dell'altro
genitore in quanto ritenuti dannosi. Nonostante l'esistenza di
rapporti affettuosi tra il bambino ed i suoi familiari, vengono
rifiutati anche i regali o le cartoline che restano senza risposta.
Alle chiamate telefoniche, sia il bambino sia il genitore
manipolatore reagiscono con fastidio.
Nella maggior parte dei casi questo rifiuto viene motivato sostenendo
che queste persone cercano di rafforzare il rapporto tra il bambino e
l'altro genitore:
" Non voglio piu' vedere
i nonni e lo zio perche' mi rimprovera sempre che io non voglio
frequentare mia madre (padre)."
5. MANIPOLAZIONE DEI PROFESSIONISTI
Il genitore manipolatore
persegue lo scopo di distruggere il
rapporto tra il bambino e l'altro genitore, perci non mostra nessuno
interesse a collaborare con professionisti per la risoluzione dei
problemi; anzi, al contrario, fa parte della sua strategia portare
dalla sua parte l'operatore convincendolo del suo giusto giudizio
concernente l'altro genitore. Non e' raro che cerchi di
influenzare le modalit di comportamento e le procedure degli
assistenti sociali e periti. Per esempio, rifiuta la partecipazione al
colloquio con l'altro genitore o insiste per essere presente durante
gli incontri tra l'altro genitore ed il bambino. In entrambi i casi
all'esperto vengono tolte le fonti di informazione pi preziose: nel
primo caso diviene impossibile osservare il rapporto tra i due
genitori, nel secondo l'interazione tra bambino e genitore
rifiutato in
assenza del genitore manipolatore.
Esperti che resistono ai tentativi di
manipolazione vengono declassificati o rifiutati. Il rimprovero a loro:
l'assistente
sociale non ha capito la personalit dell'altro genitore, non ha
capito i suoi trucchi, si fatto manipolare.
Questa e' la reazione abituale
quando i risultati della perizia non soddisfano le sue aspettative e
se non si possono interrompere i contatti con i periti, vengono
perseguiti con ricorsi di servizio al fine di farli sostituire.
6 STRATEGIE PER MODIFICARE NEL BAMBINO
L'IMMAGINE DELL'ALTRO GENITORE
a) I
genitori manipolatori stringono
un'alleanza con il bambino contro l'altro genitore:
" se non vuoi
veramente vedere tua madre/padre, conta su di me. Io ti aiuter per
ottenere i tuoi diritti.."
invece
di sostenere il rapporto tra il bambino e l'altro.
Essi sono convinti di essere dei
buoni genitori quando rafforzano il bambino a non curare pi il
rapporto con l'altro genitore. L'aspettativa e che l'altro rispetti
"la volont "
del bambino. Quando l'altro genitore
rifiuta questa "volont"
viene accusato di "mancanza di
riguardo" ed
"incapacit "
nei confronti degli interessi del
bambino, cio diventa, per lui, la causa del comportamento di
"rifiuto"
del bambino:
"lui
non ha riguardo per Peter per questo motivo il bambino non vuole pi
sapere di lui e non vuole frequentarlo.... io lo posso
capire....."
anzich trasmettere al bambino
il messaggio che il padre agisce in questo modo proprio perch l'ama.
b)
Incertezze processuali vengono
interpretate sfavorevolmente per il rapporto tra l'altro genitore ed
il bambino. Viene richiesta una osservanza rigida degli orari di
visita anzich flessibili, non viene concesso di recuperare le visite
perdute, se ci non viene stabilito dal Tribunale. Appunti di scuola,
pagelle e perizie effettuate da medici, educatori, o psicologi non
vengono trasmesse all'altro genitore. Non viene neppure informato
sugli inviti - normalmente diretti ad entrambi i genitori- per feste
scolastiche, gare sportive o spettacoli teatrali. Nelle occasioni che
riguardano il bambino l'altro genitore viene ritenuto "
persona non gradita". Nella maggior
parte dei casi si afferma, senza fornire spiegazioni, che questi
incontri in tre siano troppo faticosi per il bambino. Il turbamento
del bambino viene causato semplicemente dalla presenza contemporanea
di entrambi i genitori, al di l della condotta dell'altro. La stessa
condotta viene osservata per feste che richiedono, normalmente, la
presenza di entrambi i genitori, per esempio: il primo giorno di
scuola, la comunione ecc.... In questo modo al bambino viene trasmesso
il messaggio che la presenza dell'altro genitore
" disturba"
o "rovina" la festa.
Lo scopo e' quello di proteggere il proprio rapporto con il bambino a
danno dell'altro genitore. Man mano, l'assenza dell'altro genitore
mina le basi per continuare un rapporto genitore-bambino
soddisfacente.
c) Il
genitore manipolatore
percepisce sempre come
" troppo veloce"
l'allargamento del rapporto tra il
bambino ed il genitore
rifiutato, indipendentemente dalla
lentezza reale con cui lo costruisce. Viene comunque incolpato l'altro
genitore per le difficolt derivanti dalla separazione manifestate
dal bambino. L'argomento :
frequentare
il padre ( madre) non fa bene al bambino; esso diventa insicuro, il
bambino ha bisogno di tempo e di tranquillit per abituarsi alla
nuova situazione
L'esigenza
e' di ridurre ( temporaneamente) o interrompere i contatti finch il
bambino si e' abbastanza stabilizzato psicologicamente, solo dopo
potr, nel caso, rivedere l'altro genitore. Viene ignorato il fatto
che sono proprio i contatti mancati a rendere insicuro il bambino ed a
turbarlo. Vengono rifiutate le vacanze ed i /pernottamenti con l'altro
genitore. Il rifiuto viene motivato sostenendo che il bambino non
riesce a tollerare a lungo una separazione dal genitore-educatore,
trascurando semplicemente il fatto che si
pretende dal bambino che, comunque, non veda l'altro. Le festivit
vengono dichiarate come troppo importanti perch il bambino le
trascorra con l'altro genitore. Vengono rifiutati compromessi del
tipo:
quest'anno
Peter trascorre la notte di Natale col padre, il prossimo anno con la
madre.
Con queste strategie al bambino
viene trasmesso il messaggio che l'altro genitore
"
non ha importanza per te".
d)
Vengono dichiarati come indesiderati e come fattori di disturbo
per la nuova vita familiare tutti gli sforzi del
genitore rifiutato
per mantenere il contatto col bambino, le
sue telefonate, i suoi tentativi di motivare il bambino a visitarlo.
L'altro genitore diventa "agitatore"
e " perturbatore":
e' lui responsabile per i "problemi" della nuova famiglia,
ne impedisce lo sviluppo tranquillo:
"Ah, tutto andrebbe
liscio, se lui/lei non continuasse a disturbarci"
Le telefonate arrivano sempre al
momento inopportuno: il bambino sta appena cenando o sta guardando il
suo film preferito. Qualsiasi attivit del bambino assume pi
importanza che la cura del rapporto con l'altro genitore. Comunque, la
stessa cosa non vale se a chiamarlo sono gli amici.
e)
Normalmente i genitori si ritengono abbastanza capaci di spingere i
bambini ad impegnarsi in cose da loro ritenute importanti. Il genitore
responsabile ed attento alla salute psicofisica del bambino lo
sostiene nel mantenimento del rapporto con l'altro genitore, anche
quando non e' dell'umore adatto per farlo e non tollerano nessuna
incongruenza o scuse facili tipo:
"le visite in ospedale
sono noiose, capisco che Peter non abbia voglia di visitare il
padre/madre finch ricoverato"
e non permettono la
maleducazione nei confronti dell'altro genitore. Normalmente,
invece, i genitori
manipolatori assumono
un atteggiamento indifferente quando i figli si comportano male nei
confronti dell'altro genitore:
Peter sa appunto cosa
deve pensare di suo padre/madre.
In questo modo al bambino viene
trasmesso il messaggio:
tuo padre/madre persona
della quale non bisogna avere rispetto
Il genitore
manipolatore spesso
assume delle posizioni di neutralit
rispetto alla osservanza delle regole
stabilite con l'altro genitore:
"Peter pu andare quando
vuole. Per
non vuole venire......"
Un messaggio che trasmette al
bambino:
..che non e' necessario tenere
conto delle regole stabilite con tuo padre/madre.
Lo stesso genitore non
tollererebbe mai un atteggiamento di questo tipo nei confronti di amici
di famiglia.
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6)
Gli sforzi del
genitore rifiutato
di assicurare la continuazione
del rapporto con il figlio, insistendo sull'osservazione delle
ore di visita stabilite, spesso raggiunte attraverso il
Tribunale, vengono considerati, dal
genitore manipolatore,
come
vessazioni.
Col tempo anche il bambino impara
a considerarle come tali. Il comportamento del
genitore rifiutato
viene considerato come
"privo
di sentimento" , " senza cuore" ed "
egoistico"
nei confronti del
bambino:
"Non sa neanche
cosa fa al suo bambino citandolo in continuazione in
Tribunale. Insiste sul suo diritto e non e' capace di fare
compromessi. Non ha nessuna capacit empatica per suo figlio,
nessuna intuizione di cosa Peter ha veramente bisogno"
Il
bambino riceve il messaggio:
"al posto tuo non
mi affiderei ad una persona talmente egoista e senza riguardo
per i tuoi interessi e sentimenti"
Anziche' rassicurarlo
che l'altro genitore vuole stare insieme a lui. Anche
l'affermazione:
"devi visitare
tuo padre altrimenti saremo citati in Tribunale"
non contiene nessun
messaggio positivo per il mantenimento del contatto. L'unico
motivo per cui il bambino deve recarsi dal padre e' quello di
proteggere se stesso e la famiglia dalle presunte conseguenze
negative.
7) Nessuno
conosce cos bene i lati deboli di una persona come un ex
marito ( moglie) o compagno/a. I genitori
manipolatori sfruttano
questo sapere ( consciamente o inconsciamente) per scatenare
delle reazioni emotive forti in presenza del bambino. Lo
scopo di dimostrare al bambino la
"debolezza
caratteriale" dell'altro.
Provocare l'altro genitore, in presenza del bambino,
accennando a dei conflitti carichi di emozioni, e' normalmente
il metodo pi efficace per trasmettere al bambino:
"non
dovresti intrattenerti con una persona cosi' irascibile, che
perde cosi' facilmente il suo autocontrollo. Sarebbe meglio
non esporti ad un pericolo tale"
8) I
genitori manipolatori
rinnegano l'importanza dell'altro
genitore a tutti i livelli. Fanno di tutto per creare
un'atmosfera priva di qualsiasi ricordo dell'altro, come se
non fosse mai esistito. O non parlano affatto dell'altro
genitore o lo fanno in termini squalificanti. Non esistono pi
foto o oggetti che potrebbero farlo ricordare. Regali ricevuti
devono essere riconsegnati dal bambino al padre rifiutato o
ignorati. La segreteria telefonica serve a selezionare le sue
telefonate. Se capita di incontrare il genitore
rifiutato, il
genitore cerca di evitare qualsiasi contatto ( anche il
contatto visivo). Il messaggio non verbalizzato e':
"non
guardare, fai finta di non averlo/a visto/a"
Il risultato non e' soltanto
l'esclusione dell'altro genitore ma al bambino viene anche
segnalato:
tua
madre/padre e' una persona talmente cattiva che non si deve
neanche parlarne.
Dopo la separazione o
dopo un nuovo matrimonio spesso si tende a cambiare il nome al
bambino, imponendo o quello della madre o quello del nuovo
marito. Il messaggio che ne ricevono i bambini :
Non e' desiderabile
portare il nome dell'altro genitore.
Spesso il nome del padre
viene vissuto, da parte della madre, come una continuazioni
dei ricordi che debbono essere rimossi.
9) Al
genitore rifiutato
non viene permesso di entrare in
casa. Deve aspettare davanti alla porta. Non e' raro che gli
venga chiesto di non presentarsi affatto alla porta di casa,
bens di aspettare in macchina suonando il clacson. Richieste
di questo genere sono lecite se in passato si sono verificati
degli scontri fisici. Ma i genitori
manipolatori ne
fanno richiesta, non sulla base di una violenza reale, bens
immaginaria e presunta
10) I
tentativi del genitore
rifiutato di
vedere suo figlio vengono considerati "egoistici".
In realt non si tratta del bambino bens di potere
soddisfare i propri bisogni "morbosi"
indirizzati
a
vessare l'altro genitore, per dimostrare il proprio potere
Quando porta il bambino
da parenti o amici gli viene rimproverato di non prendersi, da
solo, cura del bambino. Quando cerca di vivere una quotidianit
insieme al bambino viene criticato di non intraprendere niente
e di annoiarlo. Al bambino non viene trasmesso l'idea che
nel suo interesse quando il padre/la madre assieme a lui cura
altri rapporti familiari o quando cerca di creare un'atmosfera
di quotidianit e normalit anzich di ridurre gli incontri
ad un rapporto di visita.
11)
Il genitore
manipolatore mette
in scena scenari di paura privi dello sfondo di esperienze
reali. Per esempio: una madre cerca insieme ai suoi figli
rifugio in casa per donne maltrattate. I figli sono stati
istruiti a fuggire dal loro padre senza che la madre fosse in
grado di fornire delle spiegazioni per questo atteggiamento.
In altri casi il padre rifiut di fornire alla madre
informazioni sul soggiorno del bambino con la spiegazione che
esisteva il pericolo che essa lo sequestrasse. In
entrambi i casi l'origine sta nella paura del
genitore manipolatore
di perdere il proprio figlio. Le
strategie effettuate, per, trasmettono al bambino il
messaggio:
tuo padre/madre e' una
persona dalla quale bisogna avere paura, dalla quale devi
essere protetto.
PROVE PER L'ESISTENZA PAS
RILEVABILI DAL COLLOQUIO COL BAMBINO
* Richiedendo al bambino di
descrivere sua madre e suo padre e' pi che evidente che il
genitore manipolatore
risulta esclusivamente positivo
mentre quello
rifiutato solamente
negativo. Normalmente
un bambino e' in grado di attribuire ad ogni genitore sia dei
lati positivi sia negativi. Alla domanda se il bambino si
arrabbia ( anche) qualche volta con il genitore descritto
positivamente segue una negazione. Normalmente, invece, un
bambino puo' raccontare numerosi esempi tipo:
Non
mi fa guardare certe trasmissioni televisive. O: devo andare a
letto anche quando non ne ho voglia.
Bambini affetti da
PAS descrivono il genitore
manipolatore come
una persona quasi perfetta, come
colui che
non
chiede mai ai bambini cose impossibili.
Viceversa sanno
raccontare moltissimi episodi di "vessazione"
subite dall'altro genitore. Nella
maggior parte dei casi descrivono i tentativi del genitore di
incontrarli. Spesso non riescono a raccontare una esperienza
positiva vissuta insieme all'altro genitore. Addirittura,
esperienze felici e momenti divertenti trascorsi in due, come
il bagno fatto insieme, una partita di calcio giocato, fissate
su una foto, vengono reinterpretate negativamente dicendo, per
esempio:
ho
partecipato solamente perch lui/lei, ha voluto cos
* Se si chiede al bambino perch
rifiuta di vedere il padre/la madre, nella maggior parte dei
casi vengono elencati dei motivi banali del tipo:
perch debbo
sparecchiare la tavola.... o io non ho la mia camera....
Alla richiesta di
approfondire i motivi del loro rifiuto verso l'altro
genitore gli rimproverano di essere bugiardo, impostore ecc...
Quando gli viene chiesto di fare degli esempi concreti, spesso
non ne e' capace, ma si riferisce a cose sentite e riferite:
mia madre ha detto che
mio padre gli frega i soldi di sostenimento.
Il genitore manipolatore
e il bambino fanno riferimento ad episodi identici, li
raccontano nello stesso modo. Spesso vengono utilizzate le
stesse espressioni per raccontare un avvenimento o scelto la
forma plurale "noi":
ci infastidisce. Ci ha
abbandonato. Non ci vediamo pi.
* Utilizzo di argomenti estranei
al linguaggio infantile:
non
e' abbastanza severo con me sui miei compiti di casa, o:
mi vuole adescare in continuazione con nuovi regali e
giocattoli.
Verbalizzazioni
di questo tipo riflettono giudizi espressi da adulti, non
esprimono il modo di vivere le esperienze dei bambini.
* Siccome i motivi espressi dal
bambino si basano su esperienze "per
sentito dire" e su
valutazioni e giudizi assimilati, il suo linguaggio verbale
contrasta
con quello non-verbale:
per esempio, sorride quando
racconta ....
che deve andare dalla
madre o descrive delle presunte sofferenze vissute senza una
partecipazione emotiva........
continua....... In preparazione.
* * *
Effetti della sindrome P.A.S. a breve e
lungo termine sul bambino
Guglielmo Gulotta*
Professore universitario di "Psicologia Giuridica",
Universit degli Studi di Torino.
Possono essere molto diversi a seconda delle
tecniche utilizzate, della loro intensit e durata, delle
risorse e dell'et del bambino, del fatto che egli creda o
meno a quanto gli viene propinato.
In generale, gli effetti possono essere:
Aggressivit
Mancanza di controllo e acting-out
Problemi scolastici
Paura immotivata del genitore bersaglio
Ostilit verso amici, parenti, opinioni,
azioni connesse al genitore bersaglio
Confusione emotiva e/o intellettiva
Disordini alimentari, del sonno, dell'attenzione
e psicosomatici in generale
Dipendenza emotiva
Bassa autostima
Fobie
Regressione
Eccesso di razionalizzazione
Futuro carattere manipolatorio e/o
materialistico
Depressione
Comportamenti autodistruttivi e/o
ossessivo-compulsivi
Tossicodipendenza e alcoldipendenza
Problemi sessuali, di identit di genere,
relazionali, emotivi
Disturbi dell'identit
Egocentrismo
Narcisismo
Falso S
Nei casi pi gravi si rilevano anche sindromi
di tipo psichiatrico (es. schizofrenia, psicosi paranoiche)
Vedi
approfondimento nella pagina (commento PAS)
Questo articolo
pubblicato sul sito WWW.MINORI.IT,
che ringraziamo per la gentile possibilit di citazione
(l'articolo si trova nel n.
4 dei Quaderni "Pianeta Infanzia").
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